La colazione dei poeti: dove mangiare a Siracusa dalle 7 alle 10 (e cosa ordinare)
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C'è un'ora precisa, a Siracusa, in cui la città è ancora nostra. È quella in cui i banchi del mercato si coprono di telo e i primi clienti chiedono il caffè "zammù" — cioè con la mandorla — mentre Ortigia si specchia nell'acqua ferma del porto. Se ti alzi presto, ti aspettano tre ore di colazione che valgono da sole il viaggio. Ecco come le vivremmo noi, con orari, prezzi e qualche avvertenza amica.
7:00–8:00 — Il mercato, prima che diventi un set
Il mercato di Siracusa, ai docci (i "lavatoi" per i non del posto), è un'altra cosa alle sette rispetto alle undici. Alle sette ci sono i fruttivendoli che sistemano gli aranci, i pescatori che scaricano le casse, e i siracusani veri che fanno la spesa parlando a voce altissima.
Qui non si fa colazione seduti: si fa in piedi, tra un assaggio e l'altro. Alcuni banchi di formaggi e salumi permettono di assaggiare prima di comprare, e c'è chi la trasforma in una colazione salata a base di provole semi-stagionate, olive nere e pane caldo. Prezzi onesti: con 5–7 euro mangi e ti porti via qualcosa.
Consiglio pratico: se qualcuno ti viene incontro con menù plastificati in quattro lingue proprio all'ingresso del mercato, gira la testa e prosegui. I posti giusti non hanno bisogno di reclutare clienti.
8:00–9:00 — Arancina e primo caffè, la rincorsa perfetta
Verso le otto la città comincia a muoversi, ed è il momento dell'arancina. Sì, arancina, al femminile: a Siracusa chiamarla "arancino" ti fa capire subito che sei di passaggio. Ragù o burro e piselli, non c'è una scelta giusta — c'è solo quella di mangiarla ancora tiepida, quando la panatura croccante cede sotto il dente.
Ora, dobbiamo essere onesti: nella Sicilia orientale la patria della brioche col gelato e della granite è Catania e i paesi intorno a Etna. Ma Siracusa non ha nulla da invidiare. Cerca una pasticceria frequentata da gente in tuta da lavoro più che da fotografi con la macchina al collo: è il segnale più affidabile che esista. Una brioche col tuppo (quella con la coda, per intenderci) ben fatta è alta, soffiata, profumata di agrumi e va riempita al momento. Granita al limone o mandorla, brioche, caffè: si sta sui 5–6 euro.
9:00–10:00 — Ortigia a passo lento, dolce finale
A quest'ora conviene spostarti a Ortigia, quando i negozi aprono gli otturatori e la luce comincia a farsi fotografica. Le pasticcerie storiche del centro storico sfornano ancora, e qui puoi concederti il dolce più sottovalutato della colazione siciliana: la pasticciotto (qui lo trovi anche con ricotta e amarene) o un cannolo riempito al momento. Con un espresso o un macchiato, stai sui 4–6 euro.
Se invece vuoi spingerti oltre, alcune pasticcerie propongono dolci tipici delle feste in versione quotidiana: cassatelle, sfogliatelle ragusane (siamo vicini a Ragusa, e si sente). Ordina con fiducia e chiedi cosa è uscito dal forno: qui la risposta onesta vale più di qualsiasi consiglio su internet.
Gli errori da evitare prima delle 10
- Colazione in hotel che sembrano aeroporti. Cornetti industriali e cappuccino da macchina a Siracusa sono un reato (morale). Uscite.
- I locali con la foto del menù all'ingresso su Ortigia nelle zone più battute dal turismo. Se il prezzo della granite supera i 4–5 euro, stai pagando la vista, non la granite.
- Il cappuccino dopo le 11. Nessuno ti dirà niente, ma lo saprai.
Il nostro suggerimento finale
Il bello della colazione a Siracusa è che non esiste un solo modo di farla: puoi farla rumorosa al mercato, veloce in piedi al bancone, o lenta su una terrazza che guarda il mare. Se sei nostro ospite, chiedici in reception: ti segnaliamo le pasticcerie dove andiamo noi la domenica mattina, quelle senza sito web né recensioni, ma con la brioche più buona della città. A volte il miglior consiglio non si trova online.