Quando Ortigia si accende: il giro dei posti giusti che i siracusani non ti diranno
Photo: AndreaCT78, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons
C'è un momento preciso, ogni sera, in cui Ortigia smette di essere una postcard e diventa un posto vero. È quando i tour operator richiamano i gruppi, le vetrine dei souvenir si spengono e gli siracusani escono per il giro della passeggiata. Noi dell'HS Hotel Siracusa lo chiamiamo "l'ora buona", ed è esattamente il momento in cui ti consigliamo di uscire dalla porta dell'hotel.
Ecco i sette angoli dove trovarlo, questo Ortigia autentico.
La Fonte Aretusa quando gli spettatori sono andati via
Tutti arrivano alla fonte di acqua dolce con i papiro in pieno giorno, si scattano la foto e se ne vanno. Errore. Verso le 19:30 in estate (o prima del tramonto in inverno) la piccola piazza si svuota, i cigni si avvicinano alla riva e il rumore dei gruppi lascia il posto al borbottio dell'acqua. Portati un gelato dalla gelateria in via Maestranza e siediti sulla scalinata: è il modo più economico e più bello di fare teatro.
La scogliera di via dei Mergulensi
Pochi sanno che oltre la Punta Castelluzzo, dove la mappa sembra finire, inizia una scogliera bassa frequentata da chi abita davvero l'isola. Le persone si portano uno straccio, un panino e si tuffano quando il sole comincia a scendere sull'omonimo castello. Attenzione: scarpe da scoglio e buon senso, soprattutto con il mare mosso.
Il cortile di Palazzo Borgia del Casale
In via Machiavelli, quasi di fronte all'ingresso del Duomo, c'è un palazzo del Quattrocento i cui cortili a volte sono aperti per mostre o eventi. Quando i portoni sono aperti, entra: i chiostro interni e le scale sono un assaggio di come doveva sentirsi vivere nell'Ortigia nobiliare. Se chiuso, pazienza: la facciata con le sue finestre gotiche merita comunque due minuti di sguardo.
La piazzetta di San Giovanni Battista
Sembra impossibile, a due passi dal mercato, ma questa chiesa tonda di fine Settecento ha davanti una piazza che alle 18 in punto si trasforma nel salotto del quartiere: biciclette appoggiate ai muri, nonne che chiacchierano, bambini che giocano a pallone finché qualcuno non urla "che si fa a cena". Nessun bar turistico, solo vita di strada.
I vicoli di via della Giudecca
Il quartiere ebraico antico è un labirinto di vicoli stretti che si incrociano tra via Alagona e via della Giudecca. Vai a caso, senza mappa: ogni tanto sbucherai su un piccolo ballatoio affacciato sul mare o su un cortile con le piante di limone. La luce qui, un'ora prima del tramonto, è la più bella di tutta Ortigia perché i muri alti la filtrano.
Il lungomare di Levante all'alba dei pescatori
Sì, anche il tramonto merita il lungomare, ma ti segnaliamo un'alternativa: la mattina presto, quando i barchetti da pesca tornano e qualcuno ancora vende il pesce direttamente dalla barca. Se poi vuoi il classico tramonto, resta per il momento in cui il sole scivola dietro il porto e il cielo diventa arancio su tutta la baia.
La terrazza di via Nizza
Un angolo di cui si parla poco: la parte alta di via Nizza, verso via Landolina, ha una vista a sorpresa sui tetti di Ortigia. È il punto dove i ragazzi del quartiere si portano una birra (rispettando il posto, per favore) e guardano la città colorarsi. Semplice, gratis, indimenticabile.
Dove fermarsi per l'aperitivo
Dopo il giro, ti serve una base. Il nostro consiglio è di evitare le piazze più famose e cercare i piccoli locali del mercato: un calice di Nero d'Avola con olive e formaggi freschi costa poco e sa di vacanza vera. Oppure chiedici al banco della reception: ogni sera abbiamo un suggerimento diverso, a seconda del vento, della stagione e del tuo umore.
Ortigia è piccola, ma non è tutta uguale. Conoscerne gli angoli giusti cambia completamente la permanenza — e noi siamo qui per questo. Ci vediamo al tramonto?